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	<title>.: FICARAZZI BLOG - Il Paese a portata di click! :. &#187; nucleare</title>
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		<title>Impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica una vera opportunità.</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 12:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[Impianti fotovoltaici]]></category>
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		<description><![CDATA[La radiazione solare può essere sfruttata non solo per produrre calore, ma anche elettricità in modo pulito e rinnovabile. I pannelli fotovoltaici, più propriamente detti moduli fotovoltaici, consentono di trasformare l’energia del sole...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-3440" href="http://www.ficarazziblog.it/?attachment_id=3440"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3440" title="111_impianti_solari_connessi_a_rete" src="http://www.ficarazziblog.it/wp-content/uploads/111_impianti_solari_connessi_a_rete-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La radiazione solare può essere sfruttata non solo per produrre calore, ma anche elettricità in modo pulito e rinnovabile. I pannelli fotovoltaici, più propriamente detti moduli fotovoltaici, consentono di trasformare l’energia del sole in energia elettrica. Il processo fotovoltaico di trasformazione dell’energia del sole in elettricità avviene nelle celle fotovoltaiche, sottili fette di silicio (materiale molto comune in natura, presente nella sabbia) sottoposte a complessi (e quindi costosi…) trattamenti chimici e fisici, che collegate in serie compongono il modulo fotovoltaico.Gli impianti fotovoltaici di connessione a rete hanno la particolarità di lavorare in regime di interscambio con la rete elettrica locale. In pratica, nelle ore di luce l’utenza consuma l’energia elettrica prodotta dal proprio impianto solare, mentre quando la luce non c’è o non è sufficiente, oppure se l’utenza richiede più energia di quella che l’impianto è in grado di fornire, sarà la rete elettrica che garantirà l’approvvigionamento dell’energia elettrica necessaria. Dall&#8217;altro lato, nel caso in cui l’impianto produca più energia di quella richiesta dall’utenza, tale energia potrà essere immessa in rete. In questo caso si parla di cessione delle “eccedenze” alla rete elettrica locale. Tra gli esempi più comuni vi sono impianti solari installati su tetti di abitazioni, capannoni industriali o aziende agricole, già collegate alla rete elettrica.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-3449" href="http://www.ficarazziblog.it/?attachment_id=3449"><img class="size-medium wp-image-3449 alignnone" title="223_funzionamento-impianti-solari" src="http://www.ficarazziblog.it/wp-content/uploads/223_funzionamento-impianti-solari1-300x110.jpg" alt="" width="300" height="110" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Scopriamo di seguito come sono connessi tra loro i componenti essenziali di un impianto fotovoltaico e come si interfacciano con la rete elettrica:</p>
<p style="text-align: justify;">1) I pannelli solari (tecnicamente moduli fotovoltaici), esposti al sole, producono corrente elettrica in forma continua. 2) L’inverter trasforma la corrente “fotovoltaica” da continua ad alternata. 3) Il Conto Energia prevede l’installazione di un contatore che misura tutta l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico, pagata con una tariffa molto interessante.<br />
4) La corrente entra nella rete elettrica dell’utente e viene assorbita prima di tutto dalle normali apparecchiature elettriche (elettrodomestici, impianto di illuminazione, ecc.).<br />
5) Nel caso in cui l&#8217;impianto solare produca più corrente di quella che serve in quel momento, il surplus entra nella rete del distributore di energia elettrica locale e viene misurato da un secondo contatore dedicato proprio a conteggiare la corrente prodotta dall’impianto e non utilizzata.<br />
6) Quando l’impianto non produce (di notte) o produce poco (brutto tempo) o la corrente richiesta dall’utenza è maggiore di quella che può essere fornita in quel momento dall’impianto solare, si utilizza la corrente del distributore. A fine anno si effettua il conguaglio.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perchè scegliere un impianto fotovoltaico</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gli impianti solari connessi alla rete elettrica rappresentano quindi una fonte integrativa, perché forniscono un contributo, di entità diversa a seconda della dimensione dell’impianto, al bilancio elettrico globale dell’edificio. L’inserimento dei moduli fotovoltaici nei tetti e nelle facciate risponde alla natura distribuita della fonte solare e presenta diversi vantaggi:</p>
<p>◦l’energia prodotta in prossimità dell’utilizzazione ha un valore maggiore di quello dell’energia fornita dalle centrali tradizionali, in quanto vengono evitate le perdite di trasporto;</p>
<p style="text-align: justify;">◦la produzione di energia elettrica nelle ore di insolazione permette di ridurne la domanda alla rete durante il giorno, proprio quando si verifica la maggiore richiesta. L’obiettivo, sebbene ambizioso e certamente di lungo periodo, è “livellare” i picchi giornalieri delle curve di domanda, ai quali solitamente corrispondono le produzioni energetiche più costose. E’ quindi un’alternativa interessante, in particolare alla luce della crescente diffusione dei sistemi di condizionamento negli edifici residenziali e commerciali;<br />
◦il costo dell’installazione del fotovoltaico rappresenta un costo evitato che va a diminuire il costo globale dell’edificio, se si considera che a volte i moduli sono elementi costruttivi, che quindi vanno a sostituire tegole o vetri delle facciate;<br />
◦l’adozione di questi sistemi permette la diffusione tra gli utenti di una maggiore “coscienza energetica”, con positivi risvolti nell’ambito di una crescente razionalità ed efficacia d’uso dell’energia elettrica.</p>
<p>Per chi fosse interessato anche solo ad un preventivo sul proprio tetto puo&#8217; contattarci ripeto anche solo per un preventivo al +393290264864 o tramite mail a : <a href="mailto:pcarmelo@hotmail.it">pcarmelo@hotmail.it</a></p>
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		<title>Perché Ficarazzi ha detto no al nucleare!</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 13:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[controcorrente]]></category>
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		<category><![CDATA[ficarazzi statale 113]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 12-13 giugno 2011 Ficarazzi è corsa alle urne per esprimere il suo assenso o il suo dissenso in merito alle quattro questioni del referendum nazionale: privatizzazione dell’acqua, affidamento di servizi pubblici ad...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-3426" href="http://www.ficarazziblog.it/?attachment_id=3426"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3426" title="nucleare" src="http://www.ficarazziblog.it/wp-content/uploads/nucleare-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il 12-13 giugno 2011 Ficarazzi è corsa alle urne per esprimere il suo assenso o il suo dissenso in merito alle quattro questioni del referendum nazionale: privatizzazione dell’acqua, affidamento di servizi pubblici ad enti economici privati, insediamento di centrali nucleari sul territorio nazionale, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legittimo_impedimento">legittimo impedimento</a> del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale.</p>
<p style="text-align: justify;">La vittoria del SI è stata schiacciante su tutti i punti. Circa il 95% della popolazione ficarazzese che si è recata alle urne ha espresso il suo totale e perentorio dissenso ad ogni approvazione dei provvedimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato è un dogma. Ficarazzi non accetta nessuna privatizzazione, nessun privilegio giudiziario e nessuna centrale nucleare. Quest’ultima questione è, delle quattro, sicuramente  la più discussa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo nazionale aveva già una volta, nel 1987, richiesto ai cittadini un voto sulla questione nucleare, e poiché la sfiducia della popolazione fu anche lì netta, la Corte Costituzionale si è oggi pronunciata disponibile alla ridiscussione del decreto, mostrandosi particolarmente favorevole all’abrogazione di esso.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro sventurato governo nel suo decreto per le <em>“Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”</em> ha previsto infatti l’introduzione di impianti nucleari di terza generazione sul territorio nazionale, continuando, dunque, a combattere indefesso per ottenere il consenso dal popolo ad alzare queste necessarie Centrali Termonucleari (o atomiche).  Il popolo, invece,  continua a negare, dissennato, la ratifica del decreto.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa discrepanza di pensiero tra politici e cittadini è davvero linda e notevole! </p>
<p style="text-align: justify;">La centrale, comunemente chiamata nucleare, sfrutta il più delle volte il processo di <strong>fissione nucleare</strong>, una reazione che interessa un atomo “pesante” come l’uranio e il plutonio (che è anche il principio base per la realizzazione della bomba atomica). Questo processo porta alla produzione di energia dai 50-100 MW di oggi, che brucia moltissima quantità di combustibile, a 1000 MW utilizzando poche tonnellate di uranio.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo il governo ha individuato il vantaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">I cittadini invece pensano soltanto alle conseguenze, non ai vantaggi ricavati ai fini di un solo efficace e vigoroso presente. Immaginano che l’arco di vita di una centrale di questo tipo sia relativamente breve e che sia impossibile disfarsi in maniera definitiva di esse e delle sue scorie; immaginano che questi siti ad elevato contenuto radioattivo debbano essere costantemente controllati per fuggire disastri ambientali dovuti alle fuoriuscite di materiali; immaginano che si potrebbero creare le alternative, come delle Centrali Idroelettriche, Fotovoltaiche, Eoliche, a Biomassa; immaginano che il rilancio delle centrali nucleari in Italia sia dovuto ai soldi, per via del fatto che la nazione ha venduto il debito pubblico alla Francia, la quale adesso, imporrebbe la costruzione di 5 centrali nucleari in cambio del pagamento di 511 miliardi di euro del nostro debito; immagina che l’italiano sia incompetente nell’informare a tempo adeguato i cittadini di una eventuale evacuazione in caso di danni alla centrale, poiché ha diligentemente osservato quella dell’Aquila; immaginano che Chernobyl e Fukushima facciano da monito a qualsiasi paese che abbia in casa questi colossi di fissioni nucleari, pronosticando morti ancora da avvenire. Ma che stolti e visionari questi cittadini!  </p>
<p style="text-align: justify;">Giusy Buttitta (controcorrente mese di giugno 2011)</p>
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