Cocktail e dintorni…. Ecco a voi il Pinopside cacutua di Gianfranco Sciacca

Carissimi lettori questo mese voglio parlarvi di un cocktail un po’ insolito , dalla facile bevuta, ma allo stesso tempo da una grande complessità aromatica e gustativa.

Ingrediente base di questo fantastico cocktail è sicuramente lo Studio delle materie prime .

Nome del cocktail : Pinopside cacutua

Ricetta:

Gin infuso alla lavanda e timo ancestrale

Infuso di geme di pino silvestre e datteri impollinati

Acqua infusa al Ribes

Meringa all’italiana aromatizzata al’ limone

Tecnica di lavoro: shake e starin

Bicchiere: rcr vintage

Decorazione :

Lavanda, ribes, timo ancestrale

Gin infuso :

Lasciare in infusione per 7 giorni lavanda e timo ancestrale all’interno di una bottiglia di london dry gin ( 700 ml di gin, 50 grammi di lavanda, 35 grammi di timo ancestrale.

Infuso di gemme di pino silvestre e datteri impollinati:

Portare 500 ml di acqua minerale naturale ad una temperatura di 70 ° C aggiungere 25 grammi di gemme di pino silvestre , 10 datteri impollinati 200 grammi di zucchero semolato . tenere la temperatura costante per almeno 20 minuti, successivamente raffreddare .

Botanica

Lavanda:La lavanda (Lavandula angustifolia) è una pianta della famiglia delle Lamiaceae. Grazie alle proprietà dei suoi oli essenziali, la lavanda è utile per mal di testa, insonnia, tosse e punture di insetto.

Pianta di Lavanda Selvatica

Proprietà della lavanda

I fiori della lavanda sono utilizzati in fitoterapia per le numerose proprietà dovute alla presenza dell’olio essenziale (linalolo, acetato di linalile, limonene, cineolo, canfora, alfa-terpineolo, beta-ocimene), tannini, acido ursolico, flavonoidi e sostanze amare. Questi principi attivi conferiscono alla pianta azione sedativa e calmante sul sistema nervoso, da utilizzare in caso di ansia, agitazione, nervosismo, mal di testa e stress e insonnia. La lavanda svolge anche un’azione balsamica sulle vie respiratorie per questo è impiegata efficacemente nel trattamento di tutte le malattie da raffreddamento: influenza, tosse, raffreddore e catarro.

Inoltre la pianta, limitando la formazione e soprattutto il ristagno di gas a livello gastro-intestinale, possiede proprietà carminative e antispasmodiche in quanto calma dolori e gli spasmi addominali e aiuta a distendere la muscolatura del ventre.

La lavanda è un calmante nervino e antispasmodico molto usato nella causa delle vertigini, delle emicranie e dei dolori nervosi di testa.

Per uso esterno proprietà detergenti, antinfiammatorie, analgesiche, antibatteriche, cicatrizzanti e  decongestionanti. La pianta è utilizzata per detergere ferite e piaghe; per alleviare il prurito e le punture di insetti e per ridurre le irritazioni del cavo orale. In ambito cosmetologico viene usata l’olio essenziale di lavanda come profumo.

Controindicazioni

Non ci sono particolari controindicazioni nell’utilizzo della lavanda. L’olio essenziale estratto dalla pianta può risultare tossica in caso di sovradosaggio, se assunto per via orale, come tutti gli oli essenziali. Sono noti anche rari casi di dermatite allergica.

Descrizione della pianta

Arbusto sempreverde e perenne di piccole dimensioni (60-100 cm.) con fusti eretti, legnosi alla base e rami laterali leggermente prostrati. Ha foglie lineari e lanceolate di colore verde-grigiastro. I fiori alquanto profumati, sono raggruppati in sottili spighe blu violette.

Habitat della lavanda

Originaria della macchia mediterranea, la lavanda è una pianta che resiste molto bene sia alle temperature torride che a quelle rigide invernali. Cresce bene in terreni asciutti, calcarei e profondi; tollera male quelli acidi; mentre si adatta bene a quelli alcalini. Esistono varie specie di lavanda spontanea che hanno areali di diffusione diversi anche se si riconducono tutti alla regione mediterranea. La specie presente ad altitudini superiori a 500-600 m.

Cenni Storici

La lavanda fu pianta preziosa agli Antichi Romani che mettevano mazzetti di fiori nell’acqua dei bagni termali e già allora veniva utilizzata come base per raffinati profumi e nella preparazione di decotti e infusi usati per la bellezza della pelle e dei capelli. In un passato più recente sappiamo che in ogni casa di città o di campagna non c’era armadio o cassettone che non avesse sacchettini di lavanda per profumare la biancheria e tenere lontane le tarme.

Infatti dalle infiorescenze si estrae un’essenza molto pregiata per distillazione in corrente di vapore, spesso eseguita nel posto di raccolta. I fiori per l’erboristeria vengono raccolti all’inizio della fioritura, mentre per le industrie cosmetiche e profumiere nel periodo di massima fioritura.

La palma da dattero, nota anche con il nome di Phoenix dactylifera, è originaria delle regioni del nord dell’Africa. Essa appartiene alla famiglia delle Acecacee, presenta un fusto molto dritto in grado di raggiungere dimensioni massime di 30 metri; la corteccia ha una struttura ruvida, dovuta alla presenza dei resti delle foglie cadute durante la sua crescita. Il fogliame si trova esclusivamente sulla cima ed è composto di un numero massimo di circa 30 foglie verdi, pennate, lineari e in grado di raggiungere dimensioni massime di circa 5/ 8 metri di lunghezza. Le infiorescenze sono dioiche (alberi che sviluppano fiori maschili e alberi che sviluppano solo fiori femminili), di piccole dimensioni, di colore bianco e crescono all’ascella delle foglie. I fiori maschili sono presenti in numero inferiore rispetto a quelli femminili, i quali vengono impollinati attraverso i venti. I frutti femminili, dopo l’impollinazione, producono dei frutti chiamati datteri che col passare del tempo tendono a scendere verso il basso. Ogni grappolo può raggiungere dimensioni di circa 5 centimetri e pesare addirittura 25 chilogrammi circa.

Impollinazione, clima e terreno

L’impollinazione della palma da dattero è una pratica fondamentale per la produzione di frutti. Essa può essere entomofila, anemofila o artificiale. La riproduzione entomofila avviene per mezzo d’insetti, mentre quella anemofila per mezzo del vento. La riproduzione artificiale solitamente è praticata per tutte quelle coltivazioni a uso strettamente commerciale e il rapporto di piante maschi e femmine ha un rapporto di circa 1:50. L’importanza degli esemplari da cui ricavare il polline è molto importante, giacché da esso dipende la forma, la pezzatura, il periodo di maturazione dei datteri etc. La palma da dattero, nonostante prediliga ambienti temperati caldi e subtropicali, è in grado di resistere a temperature di circa -5 °C. Tuttavia, per fare in modo che la pianta realizzi ai propri frutti, ha bisogno di temperature comprese tra i 30 °C e i 40 °C e con bassi livelli di umidità. Predilige essere messa a dimora in luoghi colpiti direttamente dai raggi solari, si adatta a qualsiasi struttura del terreno, anche se predilige un terriccio molto drenato e fertile..

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